Auto Utilizzo targhe di prova 11/02/2014

L'autorimessa Rossi ha vettura di proprietà, può circolare con targa prova dall'autorimessa stessa? 
La vettura non ha polizza RCA ma viene ovviato con polizza della targa prova.
Per proprietà, si intendono anche i veicoli intestati all'autorimessa, avvalendosi del decreto Dini?
La stessa cosa vale anche per i titolari dell'autorimessa che usano targa prova (ovviamente per sfruttare la polizza RCA) per i mezzi di loro proprietà, possono circolare usando la targa prova?

Assinews risponde:

Supponiamo che per "autorimessa" si intenda un salone di auto usate destinato all' esposizione ed alla vendita delle stesse.

La targa prova può essere applicata su un veicolo che circoli su strada per le esigenze connesse ad una delle attività indicate nell' autorizzazione ministeriale di rilascio della predetta targa; detta autorizzazione alla circolazione di prova è utilizzabile per un solo veicolo per volta e deve essere tenuta a bordo, mentre sul veicolo deve essere presente il titolare dell' autorizzazione medesima o un suo dipendente munito di apposita delega ovvero un soggetto in rapporto di collaborazione funzionale con il titolare dell'autorizzazione, sempre che questo rapporto sia confermato da idonea documentazione ed il collaboratore sia munito della necessaria delega. Per ciascuna autorizzazione è previsto il rilascio di un unico esemplare di targa “prova”.

Qualora l'autorizzazione alla circolazione di prova risulti scaduta di validità, essa non ha alcuna efficacia e, qualora il mezzo risulti in circolazione, essa è da ritenersi ordinaria e non di prova, con conseguente della contestazione delle eventuali violazioni previste dagli artt.193, 100, 93, 80, ecc. del C.d.S..
Il veicolo dotato di targa di prova può circolare in qualsiasi orario e, qualora si trovi all' estero, è soggetto agli accordi sanciti tra il nostro Stato e quello interessato; inoltre, perché la targa sia riconosciuta all' estero dall'assicurazione, è come sempre obbligatoria la presenza del titolare o di un suo delegato.

Alla luce di quanto sopra, si ritiene che l' autovettura di proprietà dell' autorimessa non possa circolare con la stessa targa prova che l' autosalone ha chiesto ed ottenuto per la circolazione in prova del mezzo, ed egualmente i titolari dell' autosalone non possono circolare con i loro veicoli di proprietà per sfruttare l'assicurazione di tale targa, sottraendosi all' obbligo di stipulare apposita polizza della RCA, come prevista dall' art. 122 del C.d.a..

 

Quesito su RCA - targa prova (16/01/08)

In merito alla regolamentazione di legge per l’autorizzazione alla circolazione di prova, un mio cliente, concessionaria di auto, mi chiede se nella polizza RCA assicurante una targa prova con noi stipulata sono compresi – senza rivalsa da parte dell’assicuratore – i danni provocati a terzi quando il veicolo sia guidato da:
- agenti della concessionaria addetti alla vendita (iscritti Enasarco);
- potenziali acquirenti.

L’agenzia di una società concorrente si è dichiarata disposta a far rilasciare dalla propria direzione una dichiarazione scritta che confermi che tali soggetti sono compresi, ma la mia mandante non vuole fare altrettanto adducendo motivi vari, affermando comunque che tali soggetti non sono compresi in garanzia e ricordandomi l’esclusione (rivalsa), secondo la quale:… “l’assicurazione non è operante…. nel caso di veicolo con targa “prova”, se la circolazione avviene senza l’osservanza delle disposizioni vigenti che disciplinano l’utilizzo della targa “prova”.
Cosa ne pensate?

Assinews risponde:
Abbiano tagliato in parte il lungo testo del quesito del lettore, ma confidiamo di aver mantenuto tutti i termini del problema (se invece il lettore ritiene di non essere stato correttamente interpretato lo invitiamo a riformulare il quesito).
La “circolazione di prova” (ovvero “circolazione con targa prova”) è disciplinata dall’art. 98 del Codice della Strada, modificato e integrato dal D.P.R. 24 novembre 2001, n. 474 “Regolamento di semplificazione del procedimento di autorizzazione alla circolazione di prova”.

In virtù delle disposizioni di legge, è obbligatorio che sul veicolo circolante con targa prova vi sia a bordo “il titolare dell’autorizzazione o un suo dipendente munito di apposita delega ovvero un soggetto in rapporto di collaborazione funzionale con il titolare dell’autorizzazione, purché tale rapporto sia attestato da idonea documentazione e il collaboratore sia munito di delega”(art.1 , comma 4, D.P.R. citato).

Pertanto, se l’agente della concessionaria, per il quale si può parlare di dipendenza funzionale, può dimostrare tale sua qualità ed è munito della prescritta delega, egli rappresenta il soggetto che assolve all’obbligo di legge relativo alla persona che deve essere presente a bordo del veicolo.

Diversamente l’agente può guidare il veicolo od esserne trasportato ma, perché la circolazione di prova sia regolare, dovrà esservi a bordo un altro soggetto che adempia al suddetto obbligo.
Nessun problema si pone per i potenziali clienti, perché, ripetiamo, guidatore (beninteso munito di regolare patente) o trasportato può essere chiunque.

Ciò premesso, poiché il lettore parla di possibile rivalsa, riteniamo che l’esclusione della quale egli parla (presente in tutte le CGA delle polizze R.C.Auto) si riferisca ai sinistri con responsabilità del guidatore del veicolo con targa prova che abbiano cagionato danni a terzi.

Quanto ai danni subiti dai trasportati, sempre nei sinistri con guidatore “colpevole”, a nostro avviso ci si deve riferire ad un'altra esclusione (anch’essa generalizzata) e precisamente quella riferita specificamente a tali soggetti, ovvero : “L’assicurazione non è operante…. per i danni subiti dai terzi trasportati, se il trasporto non è effettuato in conformità alle disposizioni vigenti…”.
Di conseguenza si avrà rivalsa dell’assicuratore nei confronti dell’assicurato, qualora, in primis, non siano state rispettate le condizioni tutte che la legge prescrive per la circolazione di prova.

Sul rifiuto da parte della sua mandante di rilasciare un appendice dichiarativa, non esprimiamo giudizi: ci limitiamo ad osservare che tale è di regola l’atteggiamento delle società assicuratrici.

In questo caso peraltro la dichiarazione dovrebbe essere particolareggiata come la presente risposta, non solo, ma indicare anche, come minimo, che, nel caso di responsabilità del guidatore, sia esso l’agente o il potenziale acquirente, il risarcimento al guidatore medesimo non è dovuto in forza dell’esclusione assoluta di cui al 1° comma dell’art. 129 del Codice delle Assicurazioni.