Quesito su RCA - Libro matricola fraudolento(18/01/08)

Gradirei la vostra opinione sul quesito di seguito esposto.

Il dubbio riguarda l’operato di alcune Società di servizi che usufruiscono di polizze RCA a libro matricola utilizzando in qualità di contraente Consorzi ad hoc costituiti ed assicurati i soci del consorzio stesso i quali ottengono, in virtù della particolare tariffa applicata dalla Compagnia, un costo/premio di gran lunga inferiore rispetto al mercato.La polizza viene quindi a sua volta “ceduta” dalla Società di servizi all’assicurato (talvolta nemmeno identificato in polizza come proprietario del mezzo) attraverso l’emissione di specifica fattura ad un costo “maggiorato”.
Tale fattura di servizi vari (consulenza assicurativa, snellimento pratiche, consulenza legale, assistenza etc.), generalmente non indica nemmeno l’effettiva quota pagata dall’assicurato come premio e la quota invece pagata come “servizio”.
Il sistema è oggi maggiormente utilizzato nel targato pesante, nei servizi di noleggio a conducente, da Consorzi del Nord Italia che utilizzano la provincia di tariffazione più favorevole rispetto a quella degli associati generalmente residenti in province del Sud, ma anche in contratti di assistenza e/o incendio ad adesione collettiva dove l’assicurato non riceve il certificato di adesione ma una generica fattura nel cui costo (oltretutto soggetto ad IVA) è compreso (…in modo più o meno occulto) anche il premio assicurativo.

Il sistema a mio giudizio elude ogni principio di trasparenza ed ogni regola di distribuzione prevista dal Codice delle Assicurazioni oltre ad esporre, nella maggior parte dei casi, gli assicurati a possibili azioni di rivalsa da parte della Compagnia Assicuratrice.

Assinews risponde:
Condizione essenziale di una assicurazione RCA nella forma del libro matricola è che tutti i veicoli assicurati abbiano un unico proprietario, intestatario al P.R.A. dei medesimi.
Ricordiamo che tale condizione era presente nella relativa clausola delle Norme Tariffarie ante liberalizzazione e che continua ad esservi, per quanto a nostra conoscenza, nelle clausole di tutte le società esercenti la R. C. Auto.
Ciò premesso, si danno tre casi:
1) Tutti i veicoli facenti parte del Libro Matricola vengono immatricolati al P.R.A. a nome del Consorzio di cui parla il lettore, Consorzio che risulta quindi essere proprietario di tutti i veicoli.
Si tratta di una ipotesi difficile da prendere in considerazione, per molteplici motivi, attinenti sia alla compravendita dei veicoli, sia alla loro immatricolazione.
2) Il certificato di assicurazione indica, falsamente, quale contraente/assicurato il Consorzio, nonostante lo stesso non sia proprietario/intestarlo al PRA del veicolo.

3) Il certificato di assicurazione indica, falsamente, il proprietario del veicolo, ovverosia l’intestatario al P.R.A. del mezzo, nonostante la diversa con traenza della polizza R. C. Auto.
Scartata - come abbiamo visto, l’ipotesi 1) - nelle ipotesi 2) e 3) siamo in presenza di dichiarazioni inesatte rese dolosamente, il che ricade nella previsione dell’art. 1892 c.c., con il conseguente diritto di rivalsa dell’assicuratore nei confronti dell’assicurato in caso di sinistro.
Senza poter qui esaminare a fondo questo caso sotto l’aspetto penalistico, non ci sentiremmo di escludere che la vera e propria organizzazione messa in atto dal Consorzio e la relativa numerosa casistica, possano integrare il reato di truffa (art. 640 c.p.) o di truffa in assicurazioni (art. 642 c.p.). L’operato del Consorzio, come ci viene descritto, viola senza ombra di dubbio, le norme sull’intermediazione assicurativa ed è quindi soggetto alle relative sanzioni.
Concludiamo osservando come il fenomeno descritto ricordi quanto aveva fatto oggetto di una Circolare dell’ANIA (Prot. 0037, Auto 7, del 30 gennaio 2001) in merito “a richieste di stipulazione di contratti RCA in nome e per conto di una pluralità di assicurati residenti in varie e differenti aree territoriali, talora diverse da quella degli enti stessi”.
Anticipando in un certo senso quanto ora disposto dall’ultima parte del 1° comma dell’art. 132 del Codice delle Assicurazioni, l’ANIA, presi opportuni contatti e accordi con l’ISVAP (al fine di non far violare l’obbligo a contrarre di cui al previgente art. 11 della legge 990/1969) consigliava alle imprese socie severi controlli in sede precontrattuale, a cominciare dalla regola della quale nessun buon sottoscrittore di polizze RCA dovrebbe fare a meno: la visura dell’originale della carta di circolazione del veicolo assicurando.


Quesito su contratti RCA stipulati con consorzi/cooperative (04/02/10)

Premettendo che ho una piccola ditta di autonoleggio, mi sono rivolto ad uno di questi consorzi per stipulare l'assicurazione dei miei mezzi.
Sono venuto a conoscenza soltanto oggi, a pochi giorni dalla stipula di tali contratti, che questo tipo di polizze, possono considerarsi delle vere e proprie truffe. Potreste darmi maggiori delucidazioni? E' vero che i mezzi assicurati devono essere obbligatoriamente intestati al consorzio stesso, pena l'irregolarità della polizza? In caso di sinistro o di controllo da parte delle forze dell'ordine, come può un assicurato come me, non andare incontro a sanzioni?


Assinews risponde:
Per quanto a nostra conoscenza tutte le società autorizzate all'esercizio del ramo R.C. auto indicano come condizione essenziale di una polizza amministrata a libro matricola che tutti i veicoli assicurati abbiano il medesimo intestatario al P.R.A.
Ora le ipotesi possono essere due:
• tutti i veicoli saranno intestati allo stesso consorzio, fatto inverosimile per evidenti motivi attinenti sia alla compravendita dei veicoli che alla loro immatricolazione
• sul contratto sarà riportato come contraente e assicurato il consorzio, nonostante lo stesso non sia proprietario/intestatario al PRA del veicolo.
In quest'ultima ipotesi siamo in presenza di dichiarazioni inesatte rese dolosamente (art. 1892 c.c.), con il conseguente diritto di rivalsa dell’assicuratore in caso di sinistro.

 Quesito su contratti RCA stipulati con consorzi/cooperative (19/11/10)

Ho letto la Vostra risposta al quesito del 04/02/2010. In effetti, sono presenti sul mercato anche LM che prendono in considerazione e gestiscono le due figure: il contraente (consorzio) e l’intestatario al PRA (consorziato) e tariffano sulla base della residenza di quest’ultimo. Ma il ricorso al LM “collettore” è sempre più ostacolato perché l’orientamento che le compagnie stanno cercando di imporre al mercato è quello di riservare i LM solo in presenza di stesso intestatario al PRA con più di un certo numero di veicoli (normalmente 15, ma qualche Compagnia liberamente li stipula per quantità inferiori), diversamente si deve ricorrere a polizze singole.
Qualcuno dice che l’ISVAP si sia pronunciata sulla possibilità di stipulare Libri Matricola da parte dei consorzi, stipulati da consorzi che non siano effettivamente aggregazioni di “lavoro”, ma che sono esclusivamente nati per promozioni di sconti sui servizi, tra i quali quello assicurativo.
Vi risulta e in caso affermativo, siete in grado di fornirci copia di questo eventuale pronunciamento?

Assinews risponde:
Ad oggi non ci risultano pronunciamenti recenti da parte dell'organo di vigilanza sul tema delle polizze cumulative collettori di "consorziati" a parte un obbligo a carico delle compagnie di inserire una previsione contrattuale disciplinante obblighi e modalità di consegna, prima dell’adesione alla copertura assicurativa, delle condizioni di assicurazione (regolamento ISVAP n. 35, art. 30 comma 7).
Oltre a questo esiste un pronunciamento da parte dell'ANIA attraverso il Protocollo n. 37 del gennaio 2001

Quesito su RCA - vendita polize a libro matricola (22/12/10)

Vorrei sapere se siete a conoscenza di provvedimenti ISVAP, o se l’Istituto di vigilanza sta prendendo provvedimenti, contro la vendita di polizze RCA, soprattutto di autocarri, a “libro matricola” come noccioline servendosi di pseudo consorzi di servizi andando contro il principio, a quanto ne so io, comune a tutte le polizze “libro matricola” che i mezzi devono essere di proprietà della contraente e quindi possono recare problemi di copertura agli ignari sottoscrittori. Inoltre questo tipo di vendita cozza contro tutte le logiche tariffarie e visto che ci sono sempre compagnie disposte ad assumere rischi, confermando la tendenza “che predicano bene con gli agenti” e poi “razzolano male” per conto proprio.

Assinews risponde:
E' solito per le compagnie, in caso di sottoscrizione di un contratto amministrato a libro matricola, indicare che i veicoli inclusi in tale polizza devono essere di proprietà del contraente, ma non è un obbligo assoluto dettato da regolamenti o normativi in vigore.
Non si hanno notizie di provvedimenti recenti presi dall'Istituto in merito a libri matricola stipulati attraverso consorzi e presunti tali, se non quanto indicato dall'art. 37 comma 7 del regolamento ISVAP n. 35 che prevede quanto segue:
"Con riferimento ai contratti in forma collettiva in cui gli assicurati sostengono in tutto o in parte l’onere economico connesso al pagamento dei premi o sono, direttamente o tramite i loro aventi causa, portatori di un interesse alla prestazione, le imprese di assicurazione inseriscono nella convenzione stipulata con il contraente una previsione contrattuale disciplinante obblighi e modalità di consegna da parte di quest’ultimo agli assicurati, prima dell’adesione alla copertura assicurativa, delle condizioni di assicurazione...", dove demanda al contraente l'obbligo di consegnare agli assicurati le condizioni di polizza.


SANZIONI

ORDINANZA N. 3771/10 DEL 7 OTTOBRE 2010
Destinatario Drive Service S.p.A., con sede in Milano.
Violazione combinato disposto degli artt. 120 del d.lgs. 209/2005 e 56 del regolamento ISVAP n. 5 del 16 ottobre 2006 (accertamenti ispettivi effettuati presso la sede della società)
- mancata consegna, in 171 casi, del modulo contenente i principali obblighi di comportamento dell’intermediario (modello 7/A) e della dichiarazione in merito ai dati essenziali dell’intermediario e della sua attività (modello 7/B), nonché della nota informativa e della copia del contratto di assicurazione relativamente al prodotto “Easy Driver” che, in via abbinata ai servizi di manutenzione e assistenza su strada, presentava anche coperture assicurative (rami r.c. auto, corpi veicoli terrestri e infortuni), tramite inclusione in specifiche polizze collettive, sottoscritte dalla società medesima in qualità di contraente.
Norma Sanzionatoria art. 324, comma 1, del d.lgs. 209/2005.

Importo sanzione euro 30.000,00 (trentamila/00).